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Xylella, tracce anche ad Ostuni

ulivoDa anni la bella Puglia è in apprensione per quanto accade alle sue piante, di ulivo in primis, a causa dell’ormai famigerata Xylella, temibile malattia che provoca il disseccamento di quegli alberi tra i simboli della vegetazione nel tacco d’Italia. La brutta notizia dell’ultimo mese è che anche ad Ostuni è stato riscontrato un caso che ha portato all’abbattimento della pianta sita all’interno di una stazione di servizio in località Rosa Marina. La Xylella è un batterio appartenente alla famiglia delle Xanthomonadaceae, di cui sono note almeno quattro sottospecie capaci di infettare circa centocinquanta piante diverse. Tra queste la Xylella fastidiosa è quella che gli colpisce ulivi. Le modalità “di attacco” sono simili ad ogni varietà di batterio, che si riproduce nei vasi conduttori delle piante ospiti, ostruendo i vasi trasportatori di acqua e nutrimenti dalle radici al resto della pianta, porta di conseguenza al disseccamento. Stando alle ripetute ricerche del caso, il batterio si trasmetterebbe attraverso un insetto vettore, che nel contesto pugliese è la Philaenus spumarius, altrimenti nota come sputacchina. Una volta contratta la malattia per la pianta seccata c’è poco da fare, mentre le misure di tutela adottate sono tese ad un certo tipo di prevenzione. Mettendo da parte i particolari tra scienza, indagini, procure e visioni complottistiche, certo è che la vicenda è un bel problema per la Puglia e da qualche tempo anche per Ostuni. Inutile scervellarsi più di tanto sul come la sputacchina sia giunta a Rosa Marina, perché per quanto la scena possa sembrare da cartoon, è possibile che lo abbia fatto a bordo di un veicolo di passaggio, partito da una zona infetta. Appurato come la malattia non incida sul prodotto oleario in sé, l’allarme rosso è inevitabile: in Puglia l’olio è una risorsa determinante e l’ulivo fa rima con paesaggio, storia, occupazione, turismo. Senza dimenticare che la Città bianca custodisce la preziosa Piana degli ulivi, piante monumentali perlopiù millenarie che figurano tra i gioielli di Puglia. Il primo cittadino ostunese Gianfranco Coppola ha immediatamente contattato la Regione per recepire le linee guida da adottare e rispondere al possibile assalto della malattia: «Il responsabile regionale dell’ARIF (Agenzia Regionale per le politiche Irrigue e Forestali) mi ha assicurato che la sua squadra sta monitorando da tempo tutta l’area, puntando l’attenzione su tutte le specie vegetali, non solo sugli olivi. La decisione dell’eradicazione, certamente cautelativa nei confronti della diffusione della malattia, spetta alla Regione. Faccio un appello al Presidente Emiliano e agli Assessori regionali di competenza, affinché vengano incentivate quelle misure e quelle buone pratiche che permettono ai terreni agricoli di mantenersi in buona salute. I nostri terreni sono certamente ben curati, a fronte però di grandissimi sacrifici da parte degli agricoltori. Chiedo alla Regione di non abbandonare il proprio territorio, tenendo bene in considerazione le sue singole specificità. La Città bianca possiede un patrimonio inestimabile e unico al mondo proprio in virtù della Piana degli Olivi secolari, candidata di recente a bene immateriale dell’umanità UNESCO, quindi il danno economico e di immagine sarebbe enorme». ulivo-recisoNella notte tre il 25 ed il 26 ottobre scorso, alcuni ispettori della Regione Puglia, accompagnati da un gruppo di operai e a da una squadra della Polizia Penitenziaria, hanno raggiunto la stazione di servizio con l’ulivo “incriminato” lungo la 379 e, con la complicità del buio per evitare probabilmente la stampa ed eventuali attivisti, hanno abbattuto l’albero seguendo i dettami dell’Unione Europea, condivisi dalla Regione Puglia, che nei casi di presenza del batterio ordina l’eradicazione delle piante risultate infette e l’espianto degli alberi sani presenti nel raggio di cento metri. Una delegazione del Popolo degli Ulivi, il comitato di attivisti salentini che si è costituito nel luglio del 2015 per protestare contro l’eradicazione degli olivi disposta dal “Piano Siletti”, aveva presidiato la pianta imbragata da un telone, prima che venisse eseguita la “sentenza”, mentre pagine di notizie raccontavano del contagio che veniva commentato su più fronti. Così ha parlato il Presidente del Parco delle Dune Costiere, l’On. Enzo Lavarra, attraverso una dichiarazione giunta a nota stampa: «Il ritrovamento di una pianta infetta nella zona di Ostuni conferma la fondatezza dell’allarme lanciato già negli anni scorsi dai ricercatori e dagli olivicoltori del Sud Salento sulla pericolosità del contagio verso il nord della Puglia. E conferma la drammatica insufficienza di un’azione di contrasto basata esclusivamente sulle buone pratiche. Se non si corre ai ripari sono a rischio il destino produttivo e il patrimonio monumentale dei secolari, con i suoi caratteri di unicità nel Mediterraneo. Spetta in primo luogo alla Regione di essere in prima linea in questa battaglia contro il tempo». Anche Coldiretti Puglia si è espressa attraverso la dichiarazione del suo presidente, Gianni Cantele: «Il ritrovamento del primo albero infetto a Rosa Marina, frutto della ripresa dei monitoraggi che abbiamo sempre ritenuto determinanti per fotografare il reale stato della situazione, è la dimostrazione che la Xylella fastidiosa sta avanzando, e ciò non ci sorprende. Allo stato attuale la ‘sputacchina’ è allo stadio adulto e sta deponendo le uova che schiuderanno tra la fine dell’inverno e la primavera. Gli olivicoltori non vanno lasciati in balia delle onde, ma va loro indicato un percorso chiaro, nel pieno rispetto della condizionalità, affinché siano svolte regolarmente in campo le buone pratiche agronomiche. Anche i Comuni e tutti gli enti pubblici devono garantire pulizia di fossi, canali e buone pratiche nelle aree pubbliche e demaniali. Serve il coinvolgimento di tutti i soggetti della società civile, economica, politica e istituzionale nella lotta senza quartiere all’insetto vettore, seguendone il ciclo biologico, in modo che anche la Puglia non agricola si immunizzi contro gli attacchi della sputacchina». «Il ritrovamento nei giorni scorsi di una pianta di ulivo colpita dalla Xylella nel territorio di Ostuni – recita poi una nota del senatore Salvatore Tomaselli – conferma purtroppo la validità delle preoccupazioni espresse dei mesi e negli anni passati da produttori e tecnici circa il rischio di una progressiva propagazione del batterio ben oltre il Salento e verso le aree centrali e del nord della Puglia. Siamo stati tra coloro che hanno sostenuto e incoraggiato sin dall’inizio il cosiddetto “Piano Silletti” che, per quanto doloroso e netto nell’articolazione degli interventi previsti, a cominciare dalle eradicazioni ritenute urgenti e necessarie e dalla organizzazione di una adeguata fascia cuscinetto, appariva, e appare ancora, lo strumento più utile per contenere l’espansione del fenomeno che era ed é la priorità rispetto all’obiettivo strategico di debellarlo definitivamente […] Di fronte al rischio, non più ipotetico, che il contagio possa attaccare la piana degli ulivi monumentali e secolari, autentico patrimonio dell’umanità, oltre che una componente straordinaria del Made in Italy agroalimentare e fonte di ricchezza per la filiera produttiva della Puglia intera, non si può più assistere impotenti. Bene ha fatto il sindaco di Ostuni nel sollecitare l’immediato intervento del Governo regionale e delle sue strutture tecniche nell’isolare il caso di ritrovamento del batterio e nel predisporre misure urgenti di monitoraggio dell’area. Ci assicureremo che lo stesso Governo nazionale segua con interventi diretti l’evoluzione del fenomeno». Secondo gli esperti, mai come ora è necessario applicare le buone pratiche in agricoltura. Tra le norme indispensabili per prevenire l’avanzare del batterio, figurano la sarchiatura del terreno, la potatura e l’uso di insetticidi se necessario.

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