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Foro Boario: Bando e Veleni

L’ultimo numero di Liber@mente tracciando i consueti dettagli sugli appuntamenti estivi della stagione ostunese, aveva sottolineato come, tanto il mese di agosto preso in esame quanto l’intero cartellone estivo, avessero svuotato il Foro Boario di quella sua tipica connotazione concertistica, lasciando spazio all’enorme parcheggio che pur tanto bene ha servito i flussi turistici che si sono riversati in Ostuni negli ultimi mesi. Con la stagione estiva che volge al termine e le prime fresche giornate d’autunno che hanno già iniziato a sferzare le vie della Città bianca, l’argomento degli usi e di ciò che attende il Foro Boario è tornato a tenere banco. L’area situata alle porte del centro storico era già stata inserita dall’amministrazione comunale nel piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico, con alcune forze politiche dell’opposizione a lanciare l’appello riguardo la valorizzare di quello che è di fatto uno dei pochi contenitori pubblici in grado di ospitare grandi eventi, che siano musicali o legati più in generale a spettacolo e cultura, rispondendo alle ultime norme in tema di sicurezza e grandi eventi. Con la Delibera di Giunta numero 254 dello scorso 20 settembre, l’amministrazione ha approvato l’affidamento a titolo oneroso, in regime di concessione pluriennale, dell’area denominata Foro Boario. Un procedimento reso necessario dall’intento di valorizzare il proprio patrimonio immobiliare, riqualificando l’area anche attraverso la promozione di attività culturali, sociali, ludiche, ricreative o economiche. Per quanto si tratti di una evoluzione prevedibile, dato l’inserimento del Foro nell’elenco degli immobili da valorizzare ed i relativi problemi nei periodi di ristrettezze economiche che possono stringere la propria morsa attorno alla vitalità delle piccole cittadine, a finire nella mira della critica è il rischio che il successivo bando pubblico per l’assegnazione della concessione, possa poi favorire un futuro esclusivamente economico. Detto in altri termini, e se i prossimi proprietari (pur temporanei) dovessero farne esclusivamente un parcheggio per tutto l’anno e per tutti gli anni? Cosa resterebbe ad Ostuni ed agli ostunesi, oltre ovviamente al canone da corrispondere? L’argomento ha sollevato la presa di posizione da parte dell’opposizione. «Ancora una volta siamo davanti ad una scelta miope e priva di valide motivazioni – si legge nella nota diramata da Giuseppe Tagliente e Nicola Santoro, consiglieri appartenenti al gruppo Nuovo centrosinistra ostunese – La delibera approvata dalla Giunta Comunale rappresenta la massima espressione dell’approssimazione a cui ci ha abituati il Sindaco Coppola. Nella discussione politica relativa all’ultimo Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del patrimonio pubblico dall’opposizione è partito un appello alla valorizzazione del Foro Boario. Negli scorsi anni sono stati ingenti gli investimenti pubblici per la riqualificazione dell’area, ma nonostante ciò, oggi, l’Amministrazione decide di rivolgere un accorato appello ai privati, finalizzato alla gestione del luogo, senza tuttavia individuarne la vera destinazione d’uso. Il privato avrà possibilità di scegliere, a proprio uso e consumo, cosa fare dell’intera area: attività culturali spettacolo o parcheggio, destinazioni d’uso assolutamente contrastanti, che rendono manifesta l’incapacità dell’Esecutivo a porre in essere lungimiranti, seri e concreti atti di indirizzo che collochino la città verso orizzonti maggiormente ambiziosi e rispettosi della vocazione turistico-culturale ostunese. Questa delibera non valorizza il Foro Boario, lo dismette cancellandone definitivamente l’identità, il profilo con cui è sorto, a causa di provvedimenti con cui l’Esecutivo tratta i beni della comunità non già come occasioni da valorizzare, bensì come rami secchi da tagliare e monetizzare, senza opportuni e doverosi distinguo». A fare chiarezza e rispondere alle critiche è il Sindaco, Gianfranco Coppola: «Il Foro Boario è sempre stato un contenitore “vuoto a perdere”, nel senso che ogni anno l’amministrazione per manutenere e sistemare i locali che vengono mediamente vandalizzati nei periodi invernali e di non utilizzo, spende somme cospicue. Pertanto abbiamo immaginato di mettere a frutto in maniera strategica un posto che potrebbe fruttare molto di più, se gestito con interessi privatistici. L’amministrazione si riserva la possibilità di disporre della struttura per dieci eventi, un numero decisamente superiore rispetto alle volte in cui annualmente il Foro Boario viene utilizzato. Con la delibera di giunta n.254 del 20 settembre scorso, si danno delle priorità per chi fosse interessato a partecipare all’evidenza pubblica. L’indirizzo contenuto nell’atto messo a punto dall’amministrazione comunale fa chiaro riferimento all’organizzazione di eventi culturali e spettacoli, mantenendo nel contempo l’utilizzo della struttura come parcheggio pubblico a pagamento. Con un canone annuo di 30mila euro non stiamo vendendo niente, stiamo cercando al contrario di valorizzare un bene collettivo per cui l’ente comunale continua a spendere troppe risorse pubbliche. È un bene che si vuole mettere a frutto, come evidenziato in premessa nell’evidenza pubblica: chi lo prende in gestione dovrà provvedere alla sistemazione di tutti i locali, rendendoli perfettamente agibili e non solo. Chi subentrerà dovrà occuparsi della realizzazione di un marciapiede esterno dotato di relativa illuminazione per rendere più confortevole il passaggio pedonale».

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