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I MESSAPI
Sin dall'età
Paleolitica, il territorio di Ostuni è stato abitato
dagli esseri umani; testimonianza di tale presenza è
data dalla recente scoperta di resti fossili di una
donna incinta, morta di parto, piti di 24.000 anni or
sono e sepolta nella Grotta di S. M. di Agnano.
L'importante rinvenimento è stato fatto dal nostro
concittadino prof. Donato Coppola, direttore del Museo
delle Civiltà Preclassiche di Ostuni, che ha dato ai
resti ritrovati il dolce nome di sua moglie: "Delia".
Ma se la
presenza umana, nel territorio di Ostuni, è attestata a
tale epoca, che non è poca cosa, il recente ritrovamento
ad Altamura di uno scheletro risalente a piti di 200.000
anni addietro, deve farci pensare che la Puglia tutta, e
quindi il Salento ed Ostuni, sia stata abitata dall'uomo
sin dagli albori della storia dell'essere umano. Se la
presenza di questi esseri è atte stata dal ritrovamento
dei loro resti mortali e dalle attrezzature delle quali
si servivano per sopravvivere, quali lamette,
raschiatoi, punte di pietre per le lance e quanto altro,
la presenza degli uomini successivi, non piti nomadi,
del Neolitico e delle varie età dei metalli, è meglio
attestata dal ritrovamento dei resti dei loro
insediamenti che avevano carattere di fattorie o di veri
e propri villaggi costituiti da capanne costruite in
legno e rami di piante, ricoperti da un intonaco
ottenuto impastando terriccio con paglia; alcune volte
circondati da muri a secco, o da fossati, atti piti al
contenimento del bestiame che non alla difesa.
Nel
territorio di Ostuni sono stati ritrovati insediamenti
di epoca Neolitica a Fontanelle, Villanova, Lamacornola,
Mangiamuso, Puntore, Grotta del Gatto Selvaggio, Grotta
Morelli, Grotta Lamaforca, Rialbo, Lardagnano, Grotta
Sant' Angelo, Grotta S. Biagio e Grotta Santa Maria di
Agnano. È questa la fisionomia abitativa del territorio
ostunese fino al secondo millennio prima di Cristo.
A partire da
quest'epoca, conosciuta come "età del rame", la
fisionomia abitativa del nostro territorio subisce un
cambiamento: spariscono alcuni centri dell'entroterra ed
aumentano quelli costieri; inoltre si viene a creare una
nuova tipologia di insediamento costituito da centri
abitati cinti da mura megalitiche atte alla difesa della
città. Tale fenomeno è da mettere in relazione ad uno
stato di guerra continuo, dovuto alla scoperta del
metallo ed alla conseguente funzionalità delle armi.
L'età dei
metalli è caratterizzata dai grandi viaggi per mare,
alla ricerca del materiale ferroso; questi spostamenti
diedero adito a contatti economico-culturali tra le
opposte sponde dell' Adriatico. Era una navigazione di
cabotaggio, per cui, nei loro spostamenti, questi
uomini, effettuavano frequenti soste lungo le nostre
coste; e proprio lungo i nostri litorali, ricchi di
accoglienti insenature, ebbero luogo i primi contatti
fra questi navigatori cretesi, micenei, dell' Acaia,
dell'Etolia, e i popoli indigeni che, nella nostra zona,
da questi navigatori, vennero chiamati "Messapi", cioè
"coloro che vivono tra le acque".
In questo
periodo esistevano, nel nostro territorio molti
insediamenti, alcuni lungo la costa, altri sulle colline
e, tra questi ultimi, il più importante, perché meglio
difendibile, era quello che sorgeva nei pressi di Grotta
Sant'Angelo che aveva al suo interno un'acropoli quasi
imprendibile, ed aveva, inoltre, nelle sue vicinanze,
una enorme dolina carsica che, riempita di acqua
piovana, rappresentava una enorme riserva di acqua
potabile per la città.
Fra il
secondo ed il primo millennio a.C., molti centri vicini
furono abbandonati per vari motivi socio, ambientali,
ed i loro abitanti confluirono in quello di Grotta Sant'Angelo. La città venne ampliata e, sicuramente, cinta da
due cerchie murarie, una intorno alla parte più bassa
dell'acropoli ed un'altra lungo il perimetro esterno
della città. La lunghezza di quest'ultima doveva
aggirarsi intorno ai 3 chilometri e doveva racchiudere,
approssimativamente, una superficie di poco superiore ai
75 ettari.
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