Approfittiamo di una pubblicazione del 1994, "OSTUNI, il cammino del tempo" curata da Piero Chiarelli, edito da Schena, per raccontare una breve storia di Ostuni "Da Delia ai nostri giorni".

Il testo è del Professor Silvio Iurleo, le foto di Salvatore Valente e Giuseppe Cisaria.

I MESSAPI

Sin dall'età Paleolitica, il territorio di Ostuni è stato abitato dagli esseri umani; testimonianza di tale presenza è data dalla recente scoperta di resti fossili di una donna incinta, morta di parto, piti di 24.000 anni or sono e sepolta nella Grotta di S. M. di Agnano. L'importante rinvenimento è stato fatto dal nostro concittadino prof. Donato Coppola, direttore del Museo delle Civiltà Preclassiche di Ostuni, che ha dato ai resti ritrovati il dolce nome di sua moglie: "Delia".

Ma se la presenza umana, nel territorio di Ostuni, è attestata a tale epoca, che non è poca cosa, il recente ritrovamento ad Altamura di uno scheletro risalente a piti di 200.000 anni addietro, deve farci pensare che la Puglia tutta, e quindi il Salento ed Ostuni, sia stata abitata dall'uomo sin dagli albori della storia dell'essere umano. Se la presenza di questi esseri è atte stata dal ritrovamento dei loro resti mortali e dalle attrezzature delle quali si servivano per sopravvivere, quali lamette, raschiatoi, punte di pietre per le lance e quanto altro, la presenza degli uomini successivi, non piti nomadi, del Neolitico e delle varie età dei metalli, è meglio attestata dal ritrovamento dei resti dei loro insediamenti che avevano carattere di fattorie o di veri e propri villaggi costituiti da capanne costruite in legno e rami di piante, ricoperti da un intonaco ottenuto impastando terriccio con paglia; alcune volte circondati da muri a secco, o da fossati, atti piti al contenimento del bestiame che non alla difesa.

Nel territorio di Ostuni sono stati ritrovati insediamenti di epoca Neolitica a Fontanelle, Villanova, Lamacornola, Mangiamuso, Puntore, Grotta del Gatto Selvaggio, Grotta Morelli, Grotta Lamaforca, Rialbo, Lardagnano, Grotta Sant' Angelo, Grotta S. Biagio e Grotta Santa Maria di Agnano. È questa la fisionomia abitativa del territorio ostunese fino al secondo millennio prima di Cristo.

A partire da quest'epoca, conosciuta come "età del rame", la fisionomia abitativa del nostro territorio subisce un cambiamento: spariscono alcuni centri dell'entroterra ed aumentano quelli costieri; inoltre si viene a creare una nuova tipologia di insediamento costituito da centri abitati cinti da mura megalitiche atte alla difesa della città. Tale fenomeno è da mettere in relazione ad uno stato di guerra continuo, dovuto alla scoperta del metallo ed alla conseguente funzionalità delle armi.

L'età dei metalli è caratterizzata dai grandi viaggi per mare, alla ricerca del materiale ferroso; questi spostamenti diedero adito a contatti economico-culturali tra le opposte sponde dell' Adriatico. Era una navigazione di cabotaggio, per cui, nei loro spostamenti, questi uomini, effettuavano frequenti soste lungo le nostre coste; e proprio lungo i nostri litorali, ricchi di accoglienti insenature, ebbero luogo i primi contatti fra questi navigatori cretesi, micenei, dell' Acaia, dell'Etolia, e i popoli indigeni che, nella nostra zona, da questi navigatori, vennero chiamati "Messapi", cioè "coloro che vivono tra le acque".

In questo periodo esistevano, nel nostro territorio molti insediamenti, alcuni lungo la costa, altri sulle colline e, tra questi ultimi, il più importante, perché meglio difendibile, era quello che sorgeva nei pressi di Grotta Sant'Angelo che aveva al suo interno un'acropoli quasi imprendibile, ed aveva, inoltre, nelle sue vicinanze, una enorme dolina carsica che, riempita di acqua piovana, rappresentava una enorme riserva di acqua potabile per la città.

Fra il secondo ed il primo millennio a.C., molti centri vicini furono abbandonati per vari motivi socio, ambientali, ed i loro abitanti confluirono in quello di Grotta Sant'Angelo. La città venne ampliata e, sicuramente, cinta da due cerchie murarie, una intorno alla parte più bassa dell'acropoli ed un'altra lungo il perimetro esterno della città. La lunghezza di quest'ultima doveva aggirarsi intorno ai 3 chilometri e doveva racchiudere, approssimativamente, una superficie di poco superiore ai 75 ettari.

successiva>

 

Ostuni.info   by   Albacomunicazioni   tel. 0831 338394   Ostuni (BR)