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Il giovane impresario ostunese scrive a Lele
Mora

Lettere dal carcere: scambio epistolare
tra Lele Mora e Claudio Santoro, giovane impresario ostunese, che
qualche anno fa attraverso la “Idd Group” (Industria del divertimento)
ed insieme al re dello show business caduto in disgrazia e finito in
bancarotta, sognava di realizzare a Ostuni una discoteca luxury.
Sotto il profilo scenografico ed architettonico, Mora aveva in mente una
struttura a suo modo innovativa. La proposta, secondo i piani dell’ex
patron delle veline, avrebbe visto la luce nel giro di un paio di anni.
Di certo, nel cassetto c’era il nome: “Lele Mora House”. Un disco club a
cinque stelle che sulla carta avrebbe dovuto chiudere il cerchio attorno
alle “L. M. House”: paradisi del divertimento già inseriti in un
circuito nazionale di locali vip. Per mettere a segno e dare forma
all’investimento, Mora aveva contattato e incontrato di persona un
affermato professionista del posto, per abbozzare tecnicamente il
progetto, poi naufragato, anche a seguito delle vicende giudiziarie che
di lì a poco avrebbero travolto l’agente dei Vip. Mora è in carcere dal
20 giugno 2011, per bancarotta fraudolenta.
“La mia vuole essere una testimonianza di affetto nei confronti di una
persona - sottolinea Santoro - che reputo amico e che è ho ospitato
personalmente nella nostra città il 14 Giugno 2008. Credo sia giusto che
Lele Mora paghi per i suoi errori, ma reputo ingiusto che dopo aver
patteggiato una pena di 4 anni e 3 mesi ed in attesa di giudizio (la
sentenza tuttavia non è esecutiva perché pende un ricorso in Cassazione,
ndr), non gli sia data la possibilità della detenzione ai domiciliari,
beneficio spesso concesso per reati ben più gravi. Lele ha perso ben 35
chili, deambula su una sedie a rotelle ed è in uno stato depressivo
grave, oltre a soffrire di diabete. Nei giorni scorsi, tra l'altro, ha
tentato il suicidio. Sul piano umano merita rispetto e comprensione”.
Lele Mora dal carcere ha ringraziato Santoro per l’interessamento,
inviandogli una lettera: “Mi ha ribadito - spiega Santoro - il suo
grande stato di disagio a causa del regime carcerario cui da mesi è
sottoposto e ha ricordato il viaggio a Ostuni con grande piacere,
mettendo il nostro territorio, definito fantastico, nel suo bagaglio dei
momenti felici. Ci credeva nel progetto, del resto. Gli ho risposto,
contattando anche i familiari. Reputo giusto che l’opinione pubblica
sappia le condizioni di Lele Mora: dell'uomo, non del manager di
successo. Una persona che con grande umiltà e disponibilità si mise a
disposizione, dichiarandosi pronto ad investire nel nostro territorio,
oltre che per l'evidente bellezza paesaggistica della città di Ostuni,
anche per il calore umano che riscontrò da parte della gente”.
Lele Mora nel giugno di quattro anni fa arrivò di buon mattino. Una
giornata di assoluto relax, vissuta all’indomani della festa di
matrimonio del suo amico Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoracci. Mora
volle visitare la piazza della Libertà ad Ostuni, conoscere meglio il
territorio sia collinare che costiero, alla ricerca della location
ideale per il progetto in cantiere. E alla fine pare avesse puntato le
attenzioni proprio sui colli della Città bianca.
“La prossima lettera che gli invierò sarà piena di firme di solidarietà.
E spero che in tanti, tra gli ostunesi, vogliano essere vicini ad un
uomo che all’apice del suo successo sarebbe stato pronto ad investire su
Ostuni”. |