7 gennaio 2012

Agenzia immobiliare porta dinanzi al tribunale il Comune di Ostuni

 

Singolare azione giudiziaria di un agente immobiliare brindisino contro il Comune di Ostuni. Nel 1993 avrebbe acquistato da due imprenditori del posto alcune villette in costruzione risultate poi abusive e per questo successivamente sottoposte a sequestro e definitivamente confiscate. La domanda di condono, infatti, fu respinta. Oggi, a distanza di quasi vent’anni da quella sfortunata compravendita, la società immobiliare ha deciso di trascinare la Pubblica amministrazione locale in Tribunale. L’accusa? Il Comune non avrebbe vigilato sul proprio territorio, lasciando impunemente realizzare la lottizzazione abusiva oggetto della compravendita.
Evidente la reazione dell’Amministrazione comunale, costituitasi in giudizio, anche al fine di acquisire le somme che dovrà sostenere per procedere alla demolizione degli immobili in questione.
La vicenda ha inizio il 1° giugno del 1993, giorno in cui la società immobiliare “Falta srl” di Brindisi, nella persona del suo rappresentante legale, l’ingegnere Giuseppe Favia, decise di acquistare dai coniugi G. I. e M. B. alcuni immobili nelle campagne della Città bianca (in contrada Abate Melchiorre, lungo la provinciale Ostuni-Martina Franca): una abitazione al piano terra, allo stato rustico e altre sette villette al piano terra, sempre allo stato rustico, per complessivi sei lotti. Gli immobili erano abusivi e per gli stessi era stata presentata quindi domanda di concessione in sanatoria. Il 14 luglio del 1993, con decreto del Gip presso il tribunale di Brindisi, gli immobili vennero però sottoposti a sequestro per il reato di lottizzazione abusiva. Il processo penale si svolse anche nei confronti del rappresentante legale della società “Falta”. Con sentenza del 20 aprile 2001, l’allora Pretore di Ostuni riconobbe il carattere abusivo della lottizzazione e (tra l’altro) assolse l’ingegnere Favia dai reati ascrittigli, perché acquirente in buona fede. Tuttavia, stante il carattere abusivo della lottizzazione, il Giudice penale ordinò la confisca di tutti gli immobili a suo tempo sequestrati. Provvedimento poi confermato anche con sentenza della Cassazione il 30 marzo del 2004. Essendo stati vani tutti i tentativi di ottenere la revoca del sequestro, la società “Falta” ha ritenuto così di citare il Comune di Ostuni dinanzi al Tribunale (sezione distaccata della Città bianca), chiedendo il risarcimento del danno subito in conseguenza della perdita della proprietà, nonché i danni non patrimoniali subiti a causa del processo penale al quale è stato sottoposto il rappresentante legale della stessa, nonché di tutte le spese sostenute, per un ammontare, appunto, di oltre 230 mila euro. Danni che per la società sarebbero imputabili al Comune di Ostuni, per aver omesso di vigilare sul proprio territorio ed aver lasciato impunemente realizzare la lottizzazione abusiva oggetto della controversia. Ma il Comune non ci sta a farsi carico di responsabilità che ritiene non sue e che risiederebbero, sempre a detta dell’Amministrazione comunale, nella condotta dei venditori dei beni abusivamente realizzati. Da qui la decisione del Comune (difeso dall’avvocato Cecilia Zaccaria) di costituirsi in giudizio.

 

 

Ostuni.info   by   Albacomunicazioni   tel. 0831 338394   Ostuni (BR)