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Agenzia immobiliare porta dinanzi al tribunale
il Comune di Ostuni

Singolare azione giudiziaria di un agente
immobiliare brindisino contro il Comune di Ostuni. Nel 1993 avrebbe
acquistato da due imprenditori del posto alcune villette in costruzione
risultate poi abusive e per questo successivamente sottoposte a
sequestro e definitivamente confiscate. La domanda di condono, infatti,
fu respinta. Oggi, a distanza di quasi vent’anni da quella sfortunata
compravendita, la società immobiliare ha deciso di trascinare la
Pubblica amministrazione locale in Tribunale. L’accusa? Il Comune non
avrebbe vigilato sul proprio territorio, lasciando impunemente
realizzare la lottizzazione abusiva oggetto della compravendita.
Evidente la reazione dell’Amministrazione comunale, costituitasi in
giudizio, anche al fine di acquisire le somme che dovrà sostenere per
procedere alla demolizione degli immobili in questione.
La vicenda ha inizio il 1° giugno del 1993, giorno in cui la società
immobiliare “Falta srl” di Brindisi, nella persona del suo
rappresentante legale, l’ingegnere Giuseppe Favia, decise di acquistare
dai coniugi G. I. e M. B. alcuni immobili nelle campagne della Città
bianca (in contrada Abate Melchiorre, lungo la provinciale
Ostuni-Martina Franca): una abitazione al piano terra, allo stato
rustico e altre sette villette al piano terra, sempre allo stato
rustico, per complessivi sei lotti. Gli immobili erano abusivi e per gli
stessi era stata presentata quindi domanda di concessione in sanatoria.
Il 14 luglio del 1993, con decreto del Gip presso il tribunale di
Brindisi, gli immobili vennero però sottoposti a sequestro per il reato
di lottizzazione abusiva. Il processo penale si svolse anche nei
confronti del rappresentante legale della società “Falta”. Con sentenza
del 20 aprile 2001, l’allora Pretore di Ostuni riconobbe il carattere
abusivo della lottizzazione e (tra l’altro) assolse l’ingegnere Favia
dai reati ascrittigli, perché acquirente in buona fede. Tuttavia, stante
il carattere abusivo della lottizzazione, il Giudice penale ordinò la
confisca di tutti gli immobili a suo tempo sequestrati. Provvedimento
poi confermato anche con sentenza della Cassazione il 30 marzo del 2004.
Essendo stati vani tutti i tentativi di ottenere la revoca del
sequestro, la società “Falta” ha ritenuto così di citare il Comune di
Ostuni dinanzi al Tribunale (sezione distaccata della Città bianca),
chiedendo il risarcimento del danno subito in conseguenza della perdita
della proprietà, nonché i danni non patrimoniali subiti a causa del
processo penale al quale è stato sottoposto il rappresentante legale
della stessa, nonché di tutte le spese sostenute, per un ammontare,
appunto, di oltre 230 mila euro. Danni che per la società sarebbero
imputabili al Comune di Ostuni, per aver omesso di vigilare sul proprio
territorio ed aver lasciato impunemente realizzare la lottizzazione
abusiva oggetto della controversia. Ma il Comune non ci sta a farsi
carico di responsabilità che ritiene non sue e che risiederebbero,
sempre a detta dell’Amministrazione comunale, nella condotta dei
venditori dei beni abusivamente realizzati. Da qui la decisione del
Comune (difeso dall’avvocato Cecilia Zaccaria) di costituirsi in
giudizio. |